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categorie - ARMI LUNGHE

STG 58

Sturmgewehr 1958: Il fucile d'assalto della Bundesheer





 

StG58: IL FUCILE D'ASSALTO DELLA BUNDESHEER

L’Austria alla fine della Seconda guerra mondiale era un paese sotto occupazione alleata. Nel 1938 questo paese era stato annesso alla Germania e dopo la guerra, di conseguenza, era un paese sconfitto e smilitarizzato. Ma i nuovi equilibri politici tra Est e Ovest posero questo piccolo paese nell’area occidentale e di fatto divenne un paese di “confine” della nuova divisione dell’Europa in due blocchi: “la Cortina di ferro”. Per questa ragione divenne nell’immediato dopo guerra un paese strategico nel sistema di alleanze che si opponevano all’espansione dell’Unione Sovietica.

Con la riacquista nuova piena sovranità, nel corso degli anni ’50, vi fu da parte della forze armate austriache la necessità di riarmarsi per poter fronteggiare possibili minacce provenienti dal blocco comunista. Mentre l’esercito sovietico aveva già dotato la sua fanteria di moderne armi leggere, l’esercito austriaco era ancora dotato di diverse e obsolete armi di varia provenienza, come l'M1 Garand e il Lee-Enfield. C’era la necessità di equipaggiare la fanteria con un’arma standard e moderna. Alla fine la scelta dello Stato Maggiore della Bundesheer cadde sul FAL denominato, in Austria, StG58 (SturmGewehr 1958, overo fucile d'assalto 1958).

Quest’arma fu scelta tra diverse opzioni durante una selezione che vide tra le altre lo spagnolo CETME l’americano Armalite AR-10 (QUI l'articolo).

La commissione austriaca, quando decise, nel 1958, per l’adozione del FAL, fu fortemente influenzata dalla scelta operata dalle forze armate tedesche due anni prima. Infatti il FAL selezionato dagli austriaci non era fin dall’inizio il FAL standard belga, ma era molto simile a quello voluto dalla forze armate tedesche. Questo fucile fu commissionato alla FN con delle modifiche specifiche. Le principali riguardavano, in primis il nuovo percussore con la parte posteriore conica che ne migliorava molto l’affidabilità. Mentre nella parte esterna, l’arma, si riconosceva per il copricanna/paramani metallico in stile StG44, il bipiede e la tacca di mira più bassa di 3mm. E’ da notare che il bipiede quando chiuso, ingegnosamente, scompariva all’interno del paramani evitando in questo modo di diventare ingombrante e scomodo per il fante.


Disegno del progetto FAL per l'Austria

 

Il particolare dispositivo "Stoll" multifunzione: spegnifiamma, langiagranate e tagliafili

 

Gli austriaci rimasero molto impressionati dalla scelta tedesca (in Germania il fucile fu denominato G1 ovvero Gewehr 1) e ne vollero un modello con le stesse caratteristiche. Il modello austriaco, però, si differenzia molto da quello tedesco per l’adozione dello spegni fiamma che nel caso del StG58 è una combinazione di vari “dispositivi” che lo rende subito riconoscibile. Questa soluzione fu adottata per volere del capo commissione austriaco, il maggiore Stoll, e comprendeva – in un unico dispositivo – uno spegni fiamma, un dispositivo per il lancio delle granate e una lama per tagliare il filo spinato. La scelta per un dispositivo multi funzione era considerata molto utile per i reparti di fanteria, soprattutto in merito alla possibilità di equipaggiarli con un’arma individuale munita di un'efficace arma anticarro (con granata da 22 mm). Come detto in precedenza, il dispositivo comprendeva anche una lama per il filo spinato, composto da 4 rebbi taglienti (nella parte interna) che servivano per bloccare il filo spinato e poi facendo fuoco lo si rompeva.


Gli organi di mira, come per il G1 tedesco, piu bassi di 3mm rispetto al modello belga e la presa di gas regolabile in 7 posizioni

 

Il primo lotto fu consegnato direttamente dalla FN all’esercito austriaco e consisteva in 20.000 fucili. Successivamente la Steyr iniziò a produrli sotto licenza della FN.

Stg58 di diversa produzione: il modello in alto prodotto dalla belga FN riconoscibile dal trattamento verdastro, mentre in basso la produzione autoctona Steyr con finitura nera.

 

Un’altra caratteristica del modello austriaco era la mancanza dell’aggancio per la baionetta. Questo non serviva perché la fanteria non era dotata di questa accessorio, ritenuto ormai obsoleto e privo di ogni logica bellica.

Un inconveniente tipico – comune al G1 tedesco – di quest’arma era il surriscaldamento del guardamano metallico durante l’uso prolungato in modalità automatica. Questo problema non fu mai completamente risolto. In ogni caso le canne del FAL austriaco (quelle prodotte dalla Steyr) sono considerate universalmente le migliori tra tutti i FAL prodotti nel mondo.

Il bipiede aperto e in appoggio ancorato alla canna

 

Il copricanna/paramani in materiale metallico in stile StG44, questo ha la sede d'appoggio per il bipiede ripiegato.

 

Dopo che la produzione divenne completamente austriaca, furono decise alcune ulteriori modifiche per ridurre il peso complessivo dell’arma. Tra le più note si possono annoverare l’adozione del calcio in plastica al posto di quella in legno, successivamente anche l’impugnatura e la manetta per il trasporto furono realizzate in materiale plastico al posto del legno. Ma nonostante questi interventi l’arma rimase piuttosto pesante: circa 4.5 Kg da scarica.

In alcuni modelli fu modificato il selettore per eliminare la modalità automatica così si trovano FAL con la sola opzione a colpo singolo e sicura.

Il selettore dell'Stg58: la "S" - Safe per sicura, la "E"- Einzelfeuer per colpo singolo e "D"-Dauerfeuer per fuoco automatico.

 

Il tappo di presa gas: ruotato su "A" permetteva il funzionamento di riarmo per fuoco automatico e semiautomatico, ruotato su "Gr" il meccanismo di riarmo veniva interdetto permettendo facilmente l'uso del munzionamento per lancio di granate. Il tappo era azionabile semplicemnte con la punta del proiettile di una munizione.

 

L'azione aperta per ispezione del gruppo di scatto e estrazione portaotturatore e otturatore.

 

Otturatore e portaotturatore

 

Vista della camera di cartuccia

 

Il calibro era lo standard NATO 7,62x51, utilizzando caricatori di tipo metric da 20 colpi. Questo rimase il calibro d’ordinanza fino al 1977 quando fu sostituito dal calibro 5,56x45 e il fucile fu rinominato STG77. Però l’STG58 rimase come arma di ordinanza dell’esercito austriaco per tutti gli anni ottanta.

Caricatore metric da 20 colpi

 

Caricatore inserito

 

ACCESSORI:

Come detto l'StG58 non prevedeva l'uso della baionetta. Aveva una cinghia molto simile a quella del fucile tedesco K98k con cursore, ma con due sole asole da accoppiare tramite un pin per fissaggio della stessa alla maglia del calcio. Era previsto un kit di pulizia dedicato che ogni soldato doveva avere in dotazione nell'equipaggiamento ed esisteva un tappo specifico per il tiro a salve da avvitare al dispositivo Stoll appositamente filettato internamente.


Particolari della cinghia per StG58

 

 


Il kit di pulizia per StG58 (foto: armimiliatari.it)

 

Il tappo per tiro a salve per esercitazione (foto: armimiliatari.it)

 

CLASSIFICAZIONE COLLEZIONISTICA:

Reperibilità 2
Valore Storico 3
Valore nel Tempo 3
Valore di Mercato 3
Stato dell'Arma GRADE A-

Per consultare la legenda, clicca qui

Copyright©2020 - Daniele Belussi e David Elber per CoEx

 

Galleria fotografica:

 


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