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categorie - BAIONETTE E PUGNALI

IL PUGNALE ARDITI






(foto: gruppo di Arditi con sguainato il celebre pugnale)

 

Pugnali da Ardito d’ordinanza
Le armi e gli equipaggiamenti erano in costante evoluzione, e in quella prima guerra moderna si diffondevano con rapidità nuovi strumenti ed attrezzature, per affrontare con efficacia le nuove tecniche di combattimento, che si evolvevano insieme al conflitto. Già gli alpini, i fanti e i cavalieri del Regio Esercito si erano scontrati con un nemico, che tra le sue fila contava dei nuovi combattenti, più veloci, aggressivi ed efficienti, le Sturmtruppen. Questi, che preferivano ai fucili, le corte e maneggevoli carabine Mannlicher M95, si servivano con gran disinvoltura, nei loro attacchi improvvisi ed efficaci, di bombe a mano e di un robusto pugnale, il Faschinenmesser mod.1916, che loro chiamavano anche Grabendolch.
In guerra, o si impara presto oppure ... non ha più nessuna importanza, e molto si impara dal nemico. Gli austro-ungarici avevano tra le mani un’arma molto valida; i Nostri, che invece dovevano procurarsi a titolo personale, pugnali e coltelli di varia natura e disparata provenienza, per tutte le incombenze di una “vitaccia” di guerra, ma anche per tirare una coltellata quando capitava l’occasione, ne constatarono, loro malgrado l’ efficienza.
Un Faschinenmesser, preso ad un nemico morto o catturato, era tra le prede belliche più ambite.
I nostri militari Arditi, componenti le truppe d’Assalto italiane, nate da poco, ne reclamarono uno analogo. Ma la nostra Intendenza, “sparagnina” e sempre a corto di risorse trovò, nel 1917, sull’onda di una urgente necessità, una soluzione molto italiana ma decisamente adeguata all’ occorrenza.
Si realizzarono dunque, su grande scala, i pugnali da distribuire agli Arditi (durante la Grande Guerra, nell’ Arsenale di TERNI ne furono prodotti ben 270.000), usando lo spezzone tranciato dalla punta, delle lunghe lame delle baionette del fucile Vetterli mod. 1870 che, data la loro lunghezza di concezione ottocentesca, erano state accorciate in arsenale per essere ancora impiegate sui fucili Vetterli nella versione consegnata ai Reparti di seconda linea o territoriali, ricamerata per la cartuccia calibro 6,5X52 del fucile mod. 91, fucili denominati mod. 70/87/16, (anno di adozione, di prima modifica e di ultima modifica). 

Il primo modello, sicuramente il più diffuso, fu così concepito:
- semplice stretta guardia in lamiera tranciata lunga 65 mm., da 2 mm. di spessore, con le estremità
leggermente rivolte verso la lama;
- due guancette in legno fissate al codolo pieno, per mezzo di due spine passanti munite di rondelle;
- calotta in piattina di ferro vagamente ovale, saldata al codolo, come rinforzo/finitura dell’impugnatura. - fodero in cuoio ricavato dallo spezzone tranciato dello stesso fodero della baionetta mod. 1870, finito, per chiuderne la punta con una graffetta di ferro o con due rivetti e munito di passante posteriore in cuoio, fissato con quattro rivetti, per la sospensione alla cintura.
A volte il fodero era realizzato partendo dal fodero in cuoio della baionetta del mod.91 (forse recuperato fra quelli danneggiati), riconoscibile perché riporta sul retro le tipiche punzonature.

Si riscontrano a volte diversità dimensionali consistenti, ma le misure medie sono: lunghezza totale = mm 280
lunghezza lama = mm 180

 

Il secondo modello, realizzato in tempi successivi ed in quantità non conosciute ma notevolmente minori è oggi un cimelio ricercato appunto per la sua rarità.

- stessa origine per la lama, alla quale era assottigliato il codolo a mezzo molatura; 
- ampia guardia ovale in lamiera di ferro di 80 x 50 mm. e di 2 mm. di spessore, concava verso la lama; 
- impugnatura in legno, tratta da quelle di utensili, tipo lima o seghetto da ferro, munita sulla parte della
guardia, di un anello di rinforzo in ferro alto 25 mm.,codolo sporgente dalla fine del manico, ribattuto su
rondella di ferro; questo manico era di produzione industriale corrente, perciò già pronto da montare; 
- stessa origine per il fodero i cui esemplari conosciuti e sicuramente coevi, presentano finiture meno
standardizzate, a volte privi di passante per la cintura. (vedi foto) Misure medie leggermente maggiori;
- lunghezza totale = mm 320
- lunghezza lama = mm 180

Il terzo modello, ancora più raro, probabilmente realizzato per ultimo o in un diverso opificio, presenta molte analogie con il secondo modello, ma anche alcune differenze di una certa sostanza, tali da poterlo indicare come un modello specifico.

- medesima lama; 
- stessa guardia ovale ma con concavità rivolta verso l’impugnatura (come un fioretto); 
- impugnatura in legno di origine analoga, ma più piccola e dalla cui estremità posteriore fuoriesce la
parte finale e filettata del codolo, bloccato da un dado tondo; 
- stessa origine del fodero con le solite notevoli varianti. (vedi foto) Misure medie di poco inferiori al secondo modello;
- lunghezza totale = mm 310
- lunghezza lama = mm 185

Una interessante variante (lama 91)

una particolare variante realizzata utilizzando la lama della baionetta del 91, è oggi un cimelio conosciuto in pochi esemplari.
- lama opportunamente accorciata della sciabola baionetta mod. 1891
- guardia ovale in lamiera di ferro di 80 x 50 mm., concava verso la lama, come il secondo modello;
- impugnatura in legno tipo da lima o seghetto, munita in testa, di un anello di rinforzo in ferro, codolo sporgente dalla fine del manico, ribattuto su rondella di ferro o avvitato su dado stondato. 

Pugnali da Ardito artigianali
Gli Ufficiali ed i Sottufficiali si dotarono, a volte, com’era loro costume, di pugnali realizzati con maggiore cura e spesso personalizzati, mentre i soldati che non lo avevano avuto in dotazione, si rivolsero dovunque potevano per procurarsene uno; così furono realizzati pugnali con lame di baionette austriache o anche italiane, magari quelle danneggiate, ed anche con spezzoni delle lame di sciabola o delle daghe piemontesi, oltre che usare così come stavano, dei tradizionali, coltelli genovesi o meridionali.
Con queste premesse è facile intuire che la varietà delle fogge di questi oggetti è molto vasta, in queste note si è creduto opportuno citarne qualcuno dei più rappresentativi fra quelli realizzati esclusivamente durante la Grande Guerra.

Esemplare A : ex baionetta austriaca - lunghezza totale = mm 321 - lunghezza lama = mm.201.

Esemplare B: ex baionetta di ’91 - lunghezza totale = mm 320 - lunghezza lama = mm 205.


Esemplare C: lama di sciabola - lunghezza totale = mm 323 - lunghezza lama = mm 191.


Esemplare D: grossa impugnatura in bronzo della daga della Guardia Nazionale, lama tratta dalla stessa, . - lunghezza totale = mm 335 - lunghezza lama = mm 200. Altra mm 325 - 195. 

Pugnali da Ardito “ricordo” 

Dopo la fine della Grande Guerra, tanti pugnali finirono nei cassetti, come ricordo portato dal fronte, poi molti degli ex Arditi confluirono nelle file dei Nazionalisti o del PNF, portando con sé le loro uniformi ed i segni distintivi del loro valore, come le medaglie ed i pugnali, su queste armi, a volte venivano riportate scritte o simboli aggiuntivi per rinforzarne l’ immagine di un glorioso passato, es. Melette, Ortigara, Sabotino,ecc..



CLASSIFICAZIONE COLLEZIONISTICA:

Primo Modello:

Reperibilità 3
Valore Storico 4
Valore nel Tempo 5
Valore di Mercato 2
Stato dell'Arma GRADE C-

Secondo Modello Manico di Lima:

Reperibilità 4
Valore Storico 4
Valore nel Tempo 5
Valore di Mercato 3-4
Stato dell'Arma GRADE A 

Per consultare la legenda, clicca qui

Copyright© 2017 - Dario Viganò per CoEx

Arditi della Grande Guerra con alla cinta il famoso pugnale:


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