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categorie - ARMI LUNGHE

CARABINA 49 IRANIANA





La Persia (oggi Iran) è sempre stato un territorio molto ambito, conteso dalle grandi potenze per la sua posizione strategica e successivamente per le sue ricchezze di idrocarburi. Dalla fine del '800, gli Inglesi e i Russi si trovarono in aperta competizione per portare la Persia sotto la propria sfera di influenza. Solo successivamente alla Grande Guerra, la Persia fu riconosciuta ufficialmente come stato indipendente, anche se rimaneva di fatto un protettorato sotto il controllo inglese. La nascente Unione Sovietica, nata dalle ceneri dello stato zarista, non era ancora in grado di espandere la propria influenza a causa della perdurante guerra civile contro i “bianchi”: i russi rimasti fedeli alla famiglia dei Romanov. 

Reza Khan stabilì una dittatura militare nel 1921, e nel 1925 si auto proclamò come il nuovo Shah Reza Pahlavi. Lo Shah, a causa del protettorato inglese, aveva di fatto poteri limitati: in campo politico ed economico le decisioni venivano prese a Londra. Durante la seconda guerra mondiale, per timori di un’invasione tedesca sul suolo iraniano, gli inglesi fecero abdicare lo Shah in favore di suo figlio Mohamed Reza Shah Pahlavi molto più vicino all’Occidente, mentre il paese veniva di fatto occupato da inglesi e sovietici. Nel 1941 le truppe sovietiche occuparono ampie zone della zona caucasica dell’Iran (ricche di giacimenti) ma furono obbligati a sgomberarle per la forte opposizione angolo/americana, dopo la fine della guerra, che ricorsero all’ONU per decretare l’illegalità dell’atto unilaterale. La preoccupazione per un vicino così aggressivo come l’URSS, rafforzò presso la corte dello Shah, una forte influenza occidentale e anticomunista negli anni successivi al secondo conflitto mondiale, creando di fatto un importante avamposto antisovietico durante la Guerra Fredda che incombeva a quel tempo.

Per queste situazioni politiche complesse, in una zona molto contesa del globo, anche la Persia o Iran (nome antico di questo stato che si poteva riutilizzare ufficialmente dagli anni 30 e che divenne il solo nome ufficiale del Paese dopo la rivoluzione khomeinista del 1979) necessitava del proprio armamento.

Tra le due guerre mondiali la Cecoslovacchia, che stava vivendo un buon periodo di prosperità a seguito della sua indipendenza nel 1918 e prima dell'invasione nazista, sembrava proprio essere il fornitore ideale per armi eccellenti e di notevole qualità. Infatti i primi fucili Mauser modello 98/29 prodotti dalla CZ di Brno divennero l'arma ufficiale dell'esercito Persiano tanto da raffigurarci sulla culatta il leone d'oro, simbolo della Persia. Facilmente riconoscibili per le loro notevoli e ottime caratteristiche costruttive. In ambito collezionistico raggiungono il titolo di Mauser 8x57 “meglio costruiti” e con dei crest tra più belli mai raffigurati. Subito dopo vennero ordinati anche il fucile corto Vz24 e la carabina modello 30 ed è proprio su questa che porremo la nostra attenzione.

Gli Iraniani erano talmente colpiti positivamente da quest'arma che, sotto la supervisione dell'azienda cecoslovacca, costruirono una linea di fabbricazione in loco per produrli direttamente, nacque così la Carabina modello 49 qui esposta.

Costruita dalle mani iraniane nella fabbrica statale Taslihat-e Artesh (fabbrica d'armi dell'Esercito) situata a Teheran e popolarmente conosciuta come Mosalsal-sazi (fabbrica di mitragliatrici) è la copia esatta della modello 30 ceco in calibro 8x57JS.

Seppur abbia le stesse identiche caratteristiche dell'originale si nota subito che, anche a distanza di anni, la qualità produttiva non è lontanamente paragonabile a quella Cecoslovacca. I materiali, sopratutto l'acciaio usato è più povero e soggetto a corrosione anche a causa della scarsa qualità della brunitura che nel modello esposto risulta essere praticamente sparita. I legni sono Iraniani con caratteristiche inferiori e meno nobili rispetto al famoso noce europeo. Le fascette del calcio, anziché in metallo ricavato dal pieno, sono stampate. Caratteristica curiosa è la tacca di mira: questa, a differenza delle altre armi Persiane che riportano la scala con numeri farsi, riporta i numeri arabi "occidentalizzati". A sinistra dell'azione troviamo le scritte arabe identiche ai fucili di produzione cecoslovacca ma al posto di Brno è scritto"sakht-e aslah-e sazi-e artesh"  (fatto dalla fabbrica di armi dell'esercito).

Questa arma in particolare, nonostante la curiosa storia da cui deriva, non ha un gran valore storico. Ciò nonostante risulta essere un pezzo da collezione estremamente raro in quanto queste armi, prodotte in limitate quantità e a causa del luogo di fabbricazione, entrano con moltissime difficoltà nel mercato civile.

LA CINGHIA:
Il modello esatto per questa carabina è difficilissimo da recuperare, non abbiamo immagini da rappresentare se non una breve descrizione. Era una cinghia a banda molto larga (circa 3cm) e veniva fissata al calcio per tramite di una fibbia metallica in cui far entrare e uscire nuovamente la cinghia (stesso metodo usato sulla carabina americana M1). Esiste anche un altro calcio che permetteva di fissare la cinghia tipica tedesca del k98, probabilemnte per sopperire allo scomodo fissaggio di questo esemplare.

LA BAIONETTA:
Tutte le armi Iraniane/Persiane avevano la medesima baioentta, la Vz23 cecolslovacca versione lunga per esportazione. Il fodero è caratteristico in quanto la metodologia di fissaggio la si riscontra solo sulla versione Persiana. Inoltre il modello Persiano riporta i numeri di matricola in farsi sotto l'impugnatura e il marchio della corona.

CLASSIFICAZIONE COLLEZIONISTICA: 

Reperibilità 5
Valore Storico 2
Valore nel Tempo 3
Valore di Mercato 3
Stato dell'Arma GRADE C-

Per consultare la legenda, clicca qui

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Galleria fotografica: Vista la rarità del pezzo è estramente difficile trovare foto d'epoca con persone che imbracciano questa carabina. Alleghiamo altre immagini con comunque fucili e carabine Persiane/Iraniane per capire il contesto storico di tali armi.


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